Elementi di Discernimento PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Vittorio   
Martedì 03 Marzo 2009 20:38

 NATURA

71. Il discernimento vocazionale va inteso come lo sforzo di comprensione spirituale, illuminato dai criteri che la Chiesa e la nostra Congregazione offrono, per raggiungere la certezza morale della volontà di Dio in merito alla vocazione personale dei candidati che chiedono di entrare tra i Passionisti .

72. Il discernimento vocazionale, pertanto, non è limitato al solo momento dell’ingresso nell'esperienza formativa, ma va continuamente esercitato in tutto l'arco della maturazione della persona, tenendo conto delle tappe del processo formativo.

73. Esso consente una verifica del grado di sviluppo della persona in ogni tappa formativa e la valutazione dell’opportunità di ammettere il candidato nella tappa successiva, attesa la capacità di assumere gl'impegni da essa richiesti.

74. L'esercizio del discernimento è azione delicata e complessa, che non ammette criteri e formule precise. Tuttavia, l'esperienza della Chiesa e della Congregazione ne ha maturato alcuni generali ai quali tutti, formatori e chiamati, devono attenersi. È bene tenere presente che non è sufficiente la constatazione di assenza di controindicazioni per decidere a favore della divina chiamata.

CRITERI PER IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE

75. Per una valutazione dell’idoneità di un candidato alla vita religiosa passionista, si possono indicare tre categorie di criteri:
    a. criteri negativi e controindicazioni,
    b. criteri positivi non specifici,
    c. criteri positivi specifici.

La loro presenza, o la loro assenza, non può essere giudicata allo stesso modo, ma deve essere valutata secondo i casi; infatti, mentre la presenza di una controindicazione di tipo giuridico ha carattere vincolante, l'assenza invece di un elemento positivo non specifico, non preclude, per sé sola, la possibilità della divina chiamata.
Le attitudini da verificarsi, infatti, prima dell'ingresso, non possono certamente essere soppesate con certezza. Il carattere dei giovani, i loro talenti e le loro capacità di ogni ordine, non si riveleranno se non con il tempo. Occorre soprattutto lasciarsi guidare dal buon senso e dall'esperienza, senza mai perdere di vista gl'indici negativi e le controindicazioni gravi, sia personali che familiari.

a. Criteri negativi e controindicazioni

76. Questo tipo di criteri comprende le controindicazioni giuridiche (anche se riguardano l’ammissione al noviziato, è bene tenerne conto anche all’entrata iniziale), e quelle prudenziali.
Le prime sono descritte nel CIC ai canoni 643-644 . Le seconde sono originate da quelle situazioni di fatto riguardanti la salute fisica o psichica, che certamente o con molta probabilità renderanno impossibile una vita serena e impegnata nell'obbedienza, nel celibato, nella povertà, nella vita comune, nell'apostolato richiesto dalla vocazione passionista. In questa medesima categoria rientrano quelle situazioni di ordine familiare, che possono aver inciso più o meno profondamente sull'equilibrio psichico della persona, sia per tare ereditarie sia per carenze di tipo affettivo .

b. Criteri positivi non specifici

77. Sono costituiti da doti, qualità, attitudini, ecc., la cui assenza rientra nel piano dei criteri negativi, ma la cui presenza non ha, per sé sola, un significato univoco come segno della chiamata di Dio: sono però elementi che indicano una idoneità di base

78. Idoneità umana
    • Buona salute fisica e psichica, ed equilibrio psicologico generale,
    • capacità intellettiva sufficiente,
    • capacità di vivere la vita comunitaria in forma collaborativa ed in modo sereno,
    • spirito di laboriosità,
    • maturazione affettiva e sessuale proporzionata all'età.

79. Idoneità cristiana
    • Pratica della vita cristiana e conoscenza degli elementi delle fede e della morale,
    • proporzionata capacità di giudicare gli avvenimenti alla luce della Parola di Dio,
    • adeguato approfondimento e ritmo di vita di preghiera e di vita sacramentale,
    • docilità ad un’esperienza di direzione spirituale,
    • vita cristiana gioiosamente vissuta, con qualche impegno apostolico.

c. Criteri positivi specifici

80. L'assenza di controindicazioni e la presenza dell’idoneità di base devono essere completate dalla presenza della retta intenzione, intesa come volontà chiara e liberamente decisa di consacrarsi interamente al Signore nella Congregazione dei Passionisti, accettandone e vivendone il carisma.

81. • Pratica della vita cristiana e conoscenza degli elementi delle fede e della morale,
     • Conoscenza del Padre Fondatore, ed esperienza della vita passionista,senso di appartenenza alla Congregazione e sintonia connaturale con la missione passionista,
     • opzione cosciente sull'orientamento di vita, dopo il parere del padre spirituale,
     • doti ed attitudini per svolgere le funzioni ministeriali essenziali , se si tratta di aspiranti al sacerdozio.  

82. L'applicazione di questi criteri, che consente al candidato e alla Congregazione di pervenire alla certezza morale della presenza della vocazione passionista, deve essere preceduta ed accompagnata da un atteggiamento di profonda fede da parte del candidato e dei formatori. Particolare importanza in questa funzione assume il padre spirituale.

83. Un utile strumento per il discernimento vocazionale è l'esame psicodiagnostico, usato prudentemente: a tale scopo è opportuno servirsi di professionisti di provata competenza e rettitudine morale.

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